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I Comuni siciliani indebitati fino ai capelli e senza soldi. Anci ai candidati, ecco cosa fare

“Si parla della crisi delle famiglie, della crisi delle imprese ma nessuno dei candidati parla della profonda crisi dei Comuni e di come affrontarla, chi si candida deve capire che i Comuni sono delle aziende sul territorio che si occupano di dare servizi ai cittadini: la politica non può tenere nell’angolo gli enti locali”.

E’ il grido di dolore lanciato dall’Anci Sicilia, che ha riunito a Palazzo dei Normanni un centinaio di sindaci con la fascia tricolore.

L’associazione, guidata da Leoluca Orlando, ha elaborato in un documento “le proposte a tutela della dignità istituzionale delle autonomie locali dell’isola e dei cittadini”. I sindaci rivendicano l’istituzione del Consiglio delle autonomie locali (Cal) nella Regione siciliana; il raddoppio delle risorse regionali in favore dei comuni (passate da 1 mld del 2009 a 240 milioni) e definire una intesa tra Stato, Regione siciliana e autonomie locali per superare le criticità finanziarie di carattere strutturale; lo svincolo del 50% del fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde) e ridurre i fondi di garanzia; la sospensione della sanzione per mancata compilazione dei questionari Sose e comunicazione dati contabili; consentire l’assunzione di personale qualificato; approvare norme a tutela della dignità istituzionale degli amministratori locali; riformare l’attuale governance in materia di rifiuti, acque, energia, protezione civile; favorire il governo del territorio; promuovere processi virtuosi di sviluppo economico e sociale dei territori.

Presente all’incontro l’assessora Francesca Corbino in rappresentanza del Comune di Vittoria.

“Condividiamo con gli altri Comuni siciliani – ha sottolineato l’assessora Avv.Francesca Corbino, la preoccupazione per la difficile situazione che stiamo affrontando dal punto di vista economico, con la drastica riduzione dei trasferimenti finanziari di questi anni e l’impossibilità di riscossione dei tributi per le difficoltà che vivono famiglie e imprese. A questo si aggiunga il vertiginoso aumento dei costi energetici che gli Enti locali debbono sostenere per l’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini, dalla sicurezza con l’illuminazione pubblica al funzionamento dei pozzi e all’erogazione dell’acqua, i riscaldamenti delle scuole nel periodo invernale ecc.. A ciò si aggiungano ancora le difficoltà organizzative per gli Enti Locali, che fanno fatica per la carenza delle piante organiche, si pensi ad esempio agli Uffici tecnici, che non sempre riescono a redigere progetti e accedere alle risorse finanziaria come Pnrr e Programmazione 2021-2027, con il rischio di essere penalizzati, a vantaggio dei Comuni del nord Italia e tagliati fuori dallo sviluppo e dalla crescita.

Siamo di fronte ad un costante declino della qualità della vita, che porta all’abbandono dell’isola, soprattutto da parte dei giovani, con progressivo spopolamento e conseguente invecchiamento della popolazione. ”

Nel documento redatto dai sindaci siciliani si parte dall’analisi dei dati: sono 52 gli Enti in dissesto finanziario, 50 hanno attivato il piano di riequilibrio finanziario, 320 non hanno approvato il Bilancio di previsione 2022-2024 e 323 Enti non hanno approvato il Rendiconto di gestione 2021

Anci Sicilia, Francesca Corbino, Leolunca Orlando

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