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Regionali, a Ferragosto sono 4 i candidati alla Presidenza: Schifani, Chinnici, Armao e De Luca

Il 25 settembre si vota. Campagna elettorale sotto l’ombrellone. Nel frattempo è partito il massacro dei candidati, senza esclusione di colpi

Archiviata la pratica Musumeci, il centro destra ha tirato un sospiro di sollievo, perché ha ritrovato una certa serenità attorno al candidato Renato Schifani, indicato, su indicazione di FI, anche da FdI. Tutto risolto nel centrodestra siciliano. E’ presto per dirlo, ma non sono esclusi contraccolpi. La domanda più frequente, infatti, è il futuro di Gianfranco Miccichè. Di fronte ad una vittoria di Schifani, Miccichè non potrà più essere il Presidente dell’Ars, carica a cui teneva tanto. Che farà?

Intanto è stato depositato presso il dipartimento delle Autonomie locali di Palermo il simbolo di lista del Terzo Polo “Azione-Italia Viva-Calenda” che ufficializza la candidatura a presidente della Regione Siciliana di Gaetano Armao. Il contrassegno include i simboli di Azione e di Italia Viva e nella parte basse centrale il cognome “Armao”. Nei prossimi giorni la presentazione della lista nelle circoscrizioni provinciali. Presenti con Gaetano Armao, il presentatore Filippo Cangemi e Giangiacomo Palazzolo, segretario regionale di Azione.

Miccichè: “Schifani democratico, non farà come Musumeci”

“Schifani è un’icona di Forza Italia, così come lo è la Prestigiacomo. Come ha dimostrato da Presidente del Senato, è una persona che si fa amare da tutti, così come io da presidente dell’Ars mi sono fatto amare da tutti. E’ un democratico vero, con lui non corriamo il rischio che in Regione accada quanto accaduto con Musumeci”.

Lo dice a Italpress Gianfranco Micciché, presidente dell’Ars e coordinatore di Fi in Sicilia. Micciché torna sulle discussioni per la scelta del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione siciliana. “Ho avuto 2 settimane di trattativa come mai mi è accaduto prima – racconta – E’ stata una violenza dietro l’altra. Schifani è un’icona di Fi, come la Prestigiacomo ed è ancora incomprensibile il no a lei come ad altri, arrivato con una violenza anche verbale non consentita, alla quale non eravamo non abituati da parte di La Russa”.

“Fdi aveva deciso che dovevano scegliere loro – prosegue – Questo non mi piace, che quando noi ervamo primo partito lavoravamo per aiutare gli alleati, mentre oggi che Fdi è primo lavora per restare l’unico partito. Grazie a Dio Schifani è intelligente, leale, conosce i nostri meccanismi di generosità del passato”.

“Ma dal momento che cerco sempre le cose positive – aggiunge – dico che La Russa mi ha insegnato qualcosa, ovvero che non bisogna avere pietà. Forse ha ragione La Russa quando pensa di ammazzare politicamente tutti gli altri. Ne farò tesoro anche se non fa parte della mia cultura”.

Nella composizione del governo regionale, in caso di vittoria del centrodestra, Micciché mette in guardia Schifani: “Non si faccia infinocchiare come hanno infinocchiato noi le ultime volte, me incluso, da uno come Armao (Gaetano Armao, attuale vicepresidente della Regione siciliana, ndr), che con i suoi ‘indignati’ millantava una forza politica importante ma poi quando li cercava, questi ‘indignati’, non ci riusciva”. Armao che in cambio di quella falsità si prese la vice presidenza della Regione – conclude – Ora sta facendo esattamente la stessa operazione. Invito l’amico Schifani a non farsi infinocchiare. Se ci caschiamo anche stavolta… Armao non ha un voto, ma con giochi ‘imbroglioneschi’ riesce a trovare sempre posizione. Spero che Renato lo capisca”. La riposta di Schifani è arrivata a stretto giro. “Siamo del tutto insensibili a eventuali profferte, e non facciamo nessuna campagna acquisti a chi si propone dal terzo polo – ha detto all’Italpress – La discesa in campo in Sicilia del terzo polo di Calenda, con la promessa di posti al Parlamento è destinata a fallire miseramente. I siciliani sono abbastanza maturi per respingere gli ‘ascarismi’ e dare fiducia al voto utile, quello cioè indirizzato a una coalizione come il centrodestra avviata, alla luce di tuti i sondaggi, a una vittoria nazionale e regionale”. Pronta anche la replica di Armao. “Ho accettato la candidatura ieri, con grande determinazione – ha risposto – Miccichè è fuori pista, come accade sovente”.

Armao “Puntare su lavoro e investimenti, un errore la caduta di Draghi”

Dal canto suo, Gaetano Armao, ha accennato alle motivazioni della sua candidatura, anche in risposta agli attacchi di Miccichè e Schifani. “Un piano straordinario per il lavoro, la defiscalizzazione per i non residenti che vengono a vivere o investire in Sicilia, e un intervento sulle infrastrutture”. Sono le tre priorità indicate da Gaetano Armao per il governo della Regione Siciliana. “Il vero lavoro viene dalle imprese, dalle infrastrutture e dall’attrazione degli investimenti”, spiega all’Italpress il vicepresidente della Regione e candidato governatore per il Terzo Polo.


“Non dobbiamo dimenticare che in Sicilia c’è un ampio ricorso al reddito di cittadinanza. Questo dimostra che il tema lavoro è cruciale, ma serve lavoro vero, non precariato nè clientele. La risposta ai problemi della Sicilia non può essere solo il reddito di cittadinanza”, sottolinea Armao, che da “sturziano convinto” ritiene “fondamentale l’impegno dei cattolici in politica, ma anche quello dei liberali, di coloro che pensano che attraverso un equilibrio e un’attenzione alle esigenze di chi sta indietro si possa costruire una società migliore”.


Per l’attuale assessore all’Economia è fondamentale anche “la coesione tra le diverse aree del Paese”. In questa prospettiva la Conferenza delle Regioni è la sede ideale “per risolvere molte questioni attraverso il dialogo. Le autonomie sono la prima frontiera della giurisdizione, e su quelle bisogna puntare per dare risposte a cittadini e imprese”.


Armao parla di “straordinaria opportunità” riguardo alle Zone Economiche Speciali in Sicilia e spiega come “grande attenzione debbano ricevere Palermo e Catania, che vivono grandi emergenze come quella dei rifiuti. Servono risorse importanti, che si potranno individuare con la collaborazione tra governo centrale e governo regionale”.


Secondo Armao “fare cadere adesso il governo Draghi è stato un errore clamoroso”. “La linea di Calenda e Renzi su questo è sempre stata molto chiara e io l’ho condivisa – spiega -. Il governo Draghi ha avuto grande attenzione alla Sicilia, ci sono state tantissime iniziative da parte delle ministre Gelmini e Carfagna, dalle Zes alle manovre finanziarie che hanno consentito alla Regione di dare risposte a cittadini e imprese”, sottolinea l’assessore, per il quale la prospettiva del Terzo Polo “è nuova e interessante per i siciliani e aperta alle esigenze del Sud”.


Armaro ringrazia “Calenda e Renzi e tutta la squadra del terzo polo per la fiducia e l’apprezzamento”, e non risponde alle critiche di Forza Italia che lo accusa di trasformismo: “Devo rispondere ai cittadini siciliani sul lavoro che dobbiamo fare. Non voglio fare polemiche, non servono. I cittadini sono stanchi delle inutili polemiche della politica, vogliono risposte ai loro bisogni e alla loro esigenze, il resto è tutto fuffa”.

Fava “Da centrodestra finta unità, Chinnici cominci campagna elettorale”

“La ritrovata unità del centrodestra mi sembra più di facciata che di sostanza”. Lo dice  Claudio Fava, leader di Cento Passi per la Sicilia, in merito alle Regionali del 25 settembre prossimo e alla candidatura di Renato Schifani per il centrodestra e di Gaetano Armao per il terzo polo.


“Hanno scelto il candidato più debole dopo avere scartato tutti gli altri che avevano qualche chance in più. Hanno scelto il candidato sotto rinvio a giudizio in una delle storie più opache della vicenda politica siciliana degli ultimi vent’anni, l’affaire Montante”, afferma Fava, che aggiunge: “Il Terzo Polo in Sicilia si presenta con l’assessore al Bilancio di Forza Italia che molla la scialuppa che affonda. Questo la dice lunga su quanto sia compatto questo centrodestra”.


Riguardo alle polemiche nel fronte progressista tra Pd e M5S, per Fava “non è una questione di Stato che il nome della Chinnici sia sul simbolo del Partito Democratico. Quello che mi interessa e preme è che vorrei sentire la Chinnici molto più in campagna elettorale. Mi auguro che abbia intenzione e capacità di recuperare rapidamente”. E alla domanda se chieda una presenza più forte della Chinnici in campagna elettorale risponde: “Non più forte, ma una presenza. Cominci a fare campagna elettorale”.


Riguardo ai programmi, “il tema della tutela ambientale e soprattutto di una capacità di cura del territorio è fondamentale. La grande opera pubblica da realizzare è la messa in sicurezza della Sicilia, cento volte più importante del Ponte sullo Stretto”.


Tra le altre priorità, Fava propone di “mettere mano alla riforma del piano rifiuti e a un piano energetico e industriale, che sono le grandi assenze di 5 anni di governo Musumeci”, oltre a “pretendere che la sanità pubblica torni pubblica, non un dominio e un feudo privato in mano ai partiti di governo”. In particolare, sui rifiuti, “siamo contro l’uso dissennato delle discariche private come unico rimedio – sottolinea il leader di Cento Passi -. Occorre intervenire su impianti pubblici che lavorino i rifiuti a valle, andando verso un’economia circolare basata su riuso, recupero e riciclo”.

“Ho letto le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’onorevole Claudio Fava e tengo a precisare che sia il nostro comune candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, onorevole Caterina Chinnici, sia il Partito Democratico nella sua interezza sono in campagna elettorale – afferma in una nota Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico in Sicilia -. La sfida è ormai alle porte e mi permetto di ricordare che il nostro comune e unico avversario è il centrodestra. Sono certo che, al più presto, anche l’onorevole Fava scenderà in campo a sostegno di Caterina Chinnici per consentire alla Sicilia di cambiare passo con una reale svolta per il futuro”.

Presentata a Palermo lista De Luca Sindaco di Sicilia

Fa tappa a Palermo la presentazione della lista “De Luca sindaco di Sicilia” di Cateno De Luca, candidato governatore in Sicilia per Sicilia Vera.
    “La notte scorsa hanno bruciato l’ennesima candidatura di Barbara Cittadini – ha detto De Luca – I siciliani sono stupiti da cosa accade.

E i colpi di scena non finiranno. Tutto questo porterà al ritorno di Nello Musumeci, andranno in ginocchio a chiedergli di salvarli da questo massacro”.

De Luca ritiene di essere “più vicino alla meta”, e questo perché, secondo il candidato presidente, “siamo riusciti a reggere all’impatto organizzativo di ogni scadenza, sia a livello nazionale, con il progetto De Luca sindaco d’Italia, sia a livello regionale con il progetto De Luca sindaco di Sicilia.

Per De Luca è solo questione di ore prima che il centrosinistra scoppi. “C’è il rischio concreto – dice con fare sicuro – che Caterina Chinnici trovi l’alibi per ritirarsi”.

La visione strategica di De Luca punta a portare la competizione elettorale sul candidato alla presidenza della Regione, “come se fosse l’elezione del sindaco di Sicilia – dice – Aspettiamo tutti sul nostro campo”, dice.

Nella lista presentata troviamo, tra gli altri, Ismaele La Vardera Igor Gelarda, il presidente del consiglio comunale di Corleone Pio Siragusa, i sindaci di Cerda, Salvatore Geraci, e di Camporeale, Luigi Cino.

“I sindaci sono la categoria più vessata, ma sono donne e uomini liberi, che porteranno avanti questa crociata di liberazione della Sicilia. La prossima settimana presenteremo anche le candidature di Sicilia Vera, e la settimana successiva di Orgoglio Siculo. Sono i tre pilastri su cui si basa la nostra strategia – conclude il candidato generatore di Sicilia – Oggi stiamo depositando nove simboli, perché il progetto originario era quello di tre liste forti e sei di testimonianza.

Probabilmente riusciremo a fare tre liste forti e 3, 4 di testimonianza, perché comunque daremo spazio a coloro che hanno dato la loro disponibilità a contribuire al progetto”, conclude.

Foto di copertina tratta da BlogSicilia

Cateno De Luca, claudio fava, Gaetano Armao, Gianfranco Miccichè, Nello Dipasquale, Nello Musumeci, renato schifani

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