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La Regione punta ancora sulla Cacioteca del Corfilac, nella speranza che sia la volta buona

Bisognerebbe avere la memoria di un pesce per poter apprendere con soddisfazione la notizia che giunge dalla Regione e che riguarda il rilancio della “Cacioteca regionale” senza pensare alla storia del Corfilac e di questa struttura.

Perché per comprendere la portata di questa notizia bisogna fare un passo indietro nel tempo. Correva l’anno 2012 quando a Ragusa fu realizzata dal Corfilac, il Consorzio regionale per la ricerca sulla filiera lattiero-casearia, una struttura costata circa 2 milioni e mezzo di euro di fondi pubblici rimasta in funzione solo 18 mesi. Si tratta proprio della Cacioteca Regionale.

All’interno della struttura, scavata nella roccia, c’erano ben 12 celle di stagionatura, divise su due livelli, laboratori, un ristorante, un bar. Qui era possibile degustare i formaggi locali, dal maiorchino al palermitano, dal pecorino siciliano al piacentinu ennese, fino alla provola dei Nebrodi, il ragusano, la tuma persa, insieme a una selezione di formaggi italiani ed esteri.

Tutto bellissimo, peccato che per ben otto anni, questo tempio del formaggio, è rimasto chiuso e sapete perché? Perché pochi mesi dopo la sua inaugurazione ci fu un guasto all’impianto antincendio realizzato da un’azienda, che manco a dirlo falli da lì a poco, e che provocò un grave danno alla struttura.

Un danno che in realtà se si fosse intervenuto subito si sarebbe anche potuto contenere e che invece col passare del tempo divenne sempre più grave. Da lì a poco la struttura chiuse e ovviamente col tempo il degrado ha preso il sopravvento.

Quindi come succede sempre per riaprirla è necessario un nuovo investimento per la sua ristrutturazione e per la sua manutenzione straordinaria. Un investimento che ammonta a 800 mila euro. 

Nel dettaglio, si andrà a finanziare i lavori di ristrutturazione dell’edificio e degli ambienti esterni, e quelli relativi all’impianto elettrico, idrico sanitario, antincendio e di climatizzazione.

Ed il Presidente della Regione lo comunica esprimendo soddisfazione come lèggiamo nella nota  “Oggi, sottolinea il governatore, possiamo dire con soddisfazione di aver dato seguito a un impegno che avevo preso nei mesi scorsi nel corso di una mia visita al capoluogo ibleo. Grazie a questo finanziamento, la Cacioteca sarà presto riaperta al pubblico e potrà finalmente diventare ciò per cui è stata progettata: custode della memoria storica e vetrina internazionale della nostra migliore produzione casearia».

Insomma, complessivamente, si sarà speso per questa struttura più di 3 milioni di euro. A questo punto ci siamo  posti due domande: la prima è se questa struttura ha davvero motivo di esistere e quindi se vale la pena investire nella sua riapertura, la seconda è: ma in tutti questi anni il Corfilac cosa ha fatto? 

La storia del Corfilac

Per chiarire questi dubbi abbiamo un attimo cercato di ricostruire la storia di questo Consorzio che certamente rappresenta l’emblema della politica di questo territorio ma in generale della Sicilia. Purtroppo la fortuna o meno del Consorzio in generale e della Cacioteca in particolare è stato sempre legato, nel bene e nel male, alla politica.

Negli anni i vari politici che si sono susseguiti alla Regione hanno segnato il futuro di questa struttura che nei fatti si è sempre sostenuta da sola pur ricevendo delle risorse anche dalla Regione. Una struttura che ha un potenziale importantissimo per questo territorio perché potrebbe rappresentare un grande richiamo turistico.

Il ruolo del prof. Giuseppe Licitra

A crederci da sempre l’attuale Presidente Giuseppe Licitra che senza nulla togliere a chi lo ha sostituito negli anni, è stato ed è tuttora il cuore pulsante del Corfilac. Colui che ci ha sempre creduto anche quando qualcuno che aveva creduto in lui ha deciso di destituirlo forse perché aveva detto no a qualche scomoda richiesta.

Perché si sa non si fa mai niente per niente e poco contava se Licitra avesse investito tutto in quel progetto non era lui che poteva decidere delle sorti del Corfilac, c’erano altri interessi da garantire.

Eppure nonostante momenti difficili in cui tutti erano contro di lui, sopratutto i lavoratori che da sempre hanno protestato per i ritardi nei pagamenti degli stipendi, ma non solo perché diciamocelo Licitra era uno che, all’epoca, non le mandava a dire, era uno che ogni giorno andava a Palermo per chiedere aiuto, in primis economico,ma anche per far rendere conto a chi di dovere del potenziale di quella struttura, nonostante tutto eccolo ancora a combattere per la Cacioteca. Perché i numeri dimostrano per quel poco tempo in cui fu aperta dimostrò la sua valenza, anche a livello internazionale, una valenza che ancora oggi viene riconosciuta all’iniziativa.

Perché il Corfilac, che per molti è solo un ricordo, in realtà esiste ancora e lavora a pieno ritmo e lo fa proprio grazie al prof. Licitra, tornato a prendere il comando della nave e di quei lavoratori che lo hanno duramente contrastato ma che forse hanno ben compreso che solo uniti avrebbero potuto salvare il loro posto di lavoro.

Ed è grazie a Licitra se il Presidente della Regione, che notoriamente è contrario ai Consorzi, ha messo piede dentro la struttura e ha chiesto:”Ma quante strutture di questo tipo sono presenti in Sicilia?” Una domanda semplice, forse non appropriata per il Presidente della Regione che dovrebbe conoscere le eccellenze del suo territorio ma questa è un’altra storia, quello che ci interessa è la risposta che ci fa comprendere come forse valga la pena investire 800 mila euro per recuperare la cacioteca che a quanto pare è non solo l’unica in Sicilia ma addirittura l’unica in tutta Europa.

Non solo ha suscitato l’interesse anche della società Eataly che punta sui prodotti di qualità italiani. A questo punto lo stupore nostro e’ stato anche quello del Presidente che ha preso l’impegno di cui sopra.

Anzi c’è chi sostiene che desideri farlo diventare uno dei suoi fiori all’occhiello da presentare ai suoi elettori in vista delle elezioni regionali. E questo è il punto dolente. Fino a quando strutture di questa portata saranno legate solo ed esclusivamente alla politica saranno destinate a soffrire come già accaduto.

Bisogna credere nel progetto e far sì che ci sia anche una partecipazione privata perché per gestire la Cacioteca servono anche risorse professionali che non siano legate strettamente ai lavoratori del Corfilac ma che possano essere ad essi affiancati per fare un lavoro sinergico e per inserire la struttura in un circuito turistico internazionale.

Solo qui, pensate, esiste una sala multimediale che può ospitare 300 persone insomma un vero gioiello per aggregare i produttori del territorio e far fare loro quel salto di qualità che l’eccellenza del prodotto consente di fare. E allora speriamo che almeno questa volta non si sprechi questa occasione sia da un punto di vista economico che di promozione del territorio. 

Cè chi rema contro

Purtroppo pare che ci sia qualche parlamentare regionale ragusano che ha sempre remato contro il Corfilac pur fingendosi amico e questo certamente non depone a suo favore.

Ma il Corfilac e la Cacioteca, non sono né di destra né di sinistra, ne’ del Presidente di turno, sono del territorio e di questo dovrebbero ricordarselo tutti.

Ma proprio tutti anche l’on Nello Diapsquale che in una nota di oggi ha dichiarato “Dopo anni di totale abbandono e disinteresse sul Corfilac di Ragusa da parte del Governo regionale, che con il suo comportamento sconsiderato ha tramutato un centro di ricerca di assoluta eccellenza nel fantasma di se stesso, ormai nel pieno della campagna elettorale regionale arrivano le promesse di finanziamento per la Cacioteca del Consorzio. Che faccia tosta!”. E già che faccia tosta!

Ma bisogna comprendere, con tutto il rispetto, chi ce l’ha di più.

Perché se la memoria non ci gioca brutti scherzi è stato il governo in cui l’on. Dipasquale era maggioranza a demolire il Corfilac.

È stato il suo Presidente Crocetta a cercare di chiudere quell’ente, peraltro senza riuscirci ma pregiudicando anni di attività. E quindi caro on Dipasquale come la mettiamo? Chi non ha peccato scagli la prima pietra…

Purtroppo il passato non si può cancellare perché quando meno te l’aspetti ritorna e ti presenta il conto. 

E adesso il conto  per recuperare il male fatto è stato presentato ed è anche salato ( 800mila euro) bisogna solo capire se si vuole ancora remare contro o si vuole piuttosto mettere da parte le rivalità politiche e pensare tutti insieme al bene del territorio.

Altrimenti si rischia di paralizzare tutto perché pur di non dare la soddisfazione della paternità di un’opera agli avversari si preferisce non realizzarla e questo vale per qualsiasi politico di qualsiasi partito.

L’immagine di copertina è tratta dal sito: https://architrend.it/portfolio/cacioteca-regionale/

Eataly, Giuseppe Licitra, Nello Musumeci

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