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Campi da golf di pubblica utilità? Una follia! Legambiente ibleo spiega perché

La scorsa estate l’assessorato regionale allo sport, il presidente del Gal Terra Barocca e sindaco di Modica insieme ai colleghi di Ragusa, Scicli, Ispica e Santa Croce Camerina, hanno firmato il protocollo Barocco Golf che prevede il recupero di due campi da golf già realizzati e abbandonati, l’apertura di uno già approvato e mai realizzato e l’individuazione di altri tre ancora da realizzare.

Lo scorso 12 novembre c’è stato un nuovo incontro al Comune di Modica per un confronto tra i soggetti interessati e le associazioni ambientaliste che qualche perplessità sul progetto avevano espressa già in passato.

Al termine del confronto è stato diffuso dal Gal un comunicato stampa nel quale si lascia intendere che Legambiente ha espresso il suo parere favorevole all’applicazione del protocollo del “bio Golf”, già approvato anche a livello nazionale dalle associazioni ambientaliste.

Il comunicato ripreso da quasi tutti gli organi di stampa ha fatto però sobbalzare i circoli Legambiente del territorio: “Sikelion” di Ispica, “Kiafura” di Scicli, “Il Melograno” di Modica ed “Il Carrubbo” di Ragusa che hanno prontamente replicato con un altro comunicato stampa nel quale spiegano il loro disappunto.

“Il Gal è uscito con un comunicato in cui si lascia intendere che Legambiente è d’accordo  con l’adozione delle linee guida del “bio golf”, ma non è esattamente così, anzi!” dichiara Alessia Gambuzza che è la prima firmataria di una nota stampa diffusa in queste ore dai circoli iblei di Legambiente.

“Riteniamo che il punto di vista delle associazioni sul Distretto del Golf non sia stato rappresentato nella nota stampa diramata dal GAL Terra Barocca. In quella sede abbiamo chiarito come le “linee guida del biogolf” alle quali si afferma di volersi riferire, non sono aggiornate allo stato attuale del cambiamento climatico, né sono adeguate ad affrontare i problemi di un’area, la Sicilia, che ha oltre il 70% della sua superficie interessata da processi di desertificazione, il periodo di aridità ha raggiunto gli 8 mesi l’anno, terreni e falde acquifere contaminate e dove l’approvvigionamento idrico con acque di qualità per l’agricoltura e per le popolazioni diviene sempre più difficile.

All’incontro è stata anche ribadita la piena contrarietà ad ogni ipotesi di consumo di suolo per nuove costruzioni, per il corredo di alterazioni e di sprechi connessi alle nuove impermeabilizzazioni”. I circoli iblei di Legambiente, definiscono pura follia  puntare lo sviluppo turistico sulla realizzazione di campi da golf in una zona desertificata che comporterebbe enormi sprechi di risorse.

Le linee guida del bio golf accettate da Legambiente a livello nazionale riguardano casi particolari, quando si tratta ad esempio del recupero di discariche o del ripristino di campi già realizzati e abbandonati.

Se è vero che ci sono investitori che puntano sulla Sicilia, il Gal, secondo Legambiente, dovrebbe invece puntare su proposte che valorizzino la nostra cultura, il nostro patrimonio artistico e naturalistico, come riqualificare per esempio la Fornace Penna, creare musei, realizzare percorsi naturalistici.

Il turismo golfistico in un territorio desertico è follia così come è follia avere firmato un accordo di programma che ha effetti di variante urbanistica.

Legambiente denuncia infatti che con l’accordo di programma, sottoscritto dagli attori interessati lo scorso agosto, potranno essere aggiornati gli strumenti urbanistici comunali ed eventualmente quelli sovraordinati, come il piano paesaggistico, al fine di consentire l’insediamento delle strutture golfistiche, riconoscendone l’interesse pubblico.

Un fatto allarmante e definito folle da Legambiente e che consentirebbe anche l’esproprio delle aree necessarie alla realizzazione dei campi da golf.

ambiente, barocco, golf, turismo

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