E’ nata la “stanza di Sofia”, nella scuola di Piano Gesù, un angolo per bambini disabili

Modica – Il dolore grande puo’ generare gesti d’amore incondizionato per gli altri. La creazione dell’angolo di Sofia né è un esempio.

Una stanza che sembra quasi la cameretta di casa, dentro l’istituto scolastico di Piano Gesù, accoglierà i bambini con disabilita’ insieme alle maestre di sostegno in un momento in cui c’è bisogno di staccarsi dal gruppo classe.

Certamente, questo spazio è aperto a qualsiasi gruppetto di bimbi, che deve lavorare ad un progetto all’interno della scuola. Ma era bello pensare anche e soprattutto a chi ha una disabilita’.

Ci dice così la nonna di Sofia, che è venuta a mancare il 22 settembre del 2019 all’età di undici anni. Sofia Straquadanio, diventata disabile grave a 5 anni e mezzo per una rovinosa caduta dal triciclo, è stata vista morire tre volte dai suoi familiari, ma il suo ricordo è forte e resterà vivo nel cuore di tante persone.

Le corse in ospedale e il cuore che si ferma, sono la prima morte, il risveglio della piccola in un mondo tutto suo, in una dimensione a cui si può accedere solo con il linguaggio dell’amore è la seconda morte, i polmoni che smettono definitivamente di respirare è la terza morte.

Ma prima di andare via Sofia ha lasciato una traccia indelebile in tutti coloro che l’hanno conosciuta.

Nonostante gli ostacoli burocratici, nonostante la società distratta di fronte ai più deboli, per chi non ha voce, i familiari di Sofia hanno creato attorno a lei un’integrazione sociale molto forte portandola ovunque con sé, pretendendo un’insegnante di sostegno per lei, facendole festeggiare tutti i suoi compleanni con i compagni di classe, mettendosi a disposizione per i gruppi studio dei bambini che amavano Sofia, fino al punto di litigare tra loro se saltavano un turno per restare con lei.

Insegnanti e dirigente scolastico, presenti e uniti alla famiglia, per fare rispettare i diritti della piccola Sofia, cresciuta con affetto in un clima di collaborazione tra scuola e famiglia.

La nonna Maria Fratantonio con grande convinzione afferma che la disabilita ‘ non è un ostacolo alla vita, è semmai un modo di vivere differente.

Negli anni hanno visto come dipenda dagli adulti e dagli insegnanti un modo di guardare alla disabilita’ senza pietismo, ma con dignità e pienezza.

Negli anni, hanno appreso come il linguaggio misterioso dei bambini non ha barriere, e ricordano le giornate no di Sofia, in cui pur se stava malissimo, si rasserenava se i compagni le cantavano una canzoncina.


Sull’urna di Sofia sono impressi l’albero della vita e l’infinito e questi simboli di speranza sono stati riportati nell’angolo di Sofia dai ragazzi del Liceo Artistico della VB.

Sofia esisterà per sempre e continuerà ad accogliere come tante persone l’hanno accolta nella loro vita.


Arianna Salemi

Istituto scolastico, Maria Fratantonio

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