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Quella del Castello dei Conti di Modica è stata una finta inaugurazione

Per Vito D’Antona si attendono i lavori di Completamento del Centro Congressi, ma prima il Comune deve trovare 347 mila euro di cofinanziamento, dal momento che la Regione mette solo il 79,1 %. Discorso a parte per il Palazzo dei Mercedari che invece va consolidato

Quella di venerdì al Castello dei Conti di Modica è stata una “inaugurazione finta”. A sostenerlo è il rappresentante di Sinistra Italiana, Vito D’antona secondo il quale la prova l’ha fornita indirettamente lo stesso Sindaco.

Mentre fervevano i preparativi per la cerimonia, la Giunta Abbate il 17 giugno approvava la deliberazione n. 197, con la quale si autorizzava la stipula di un disciplinare finalizzato a regolamentare i rapporti tra il Comune e la Regione per il finanziamento dei lavori relativi al “Completamento del centro congressi del Castello”.

Dunque mentre Abbate dichiarava alla stampa che “Il castello è completamente fruibile in tutte le sue parti”, veniva stipulato il disciplinare per un finanziamento parziale a dimostrazione del fatto che i lavori per il completamento del centro congressi del castello dovranno ancora iniziare e solo dopo altri passaggi amministrativi e tecnici si potranno avviare.

D’Antona spiega anche che poiché il finanziamento è soltanto pari al 79,1% dell’ammontare del progetto, sul bilancio comunale dovranno ancora essere trovati 347.396,34 euro. Ma a questo, come anche per altri progetti, ci dovranno pensare i futuri amministratori.

Per Abbate il Castello dei Conti, invece di essere oggetto di una seria e programmata campagna di scavi per tutto quello che ancora può essere portato alla luce, è stato ridotto ad oggetto usato per organizzare periodiche “riaperture” e “inaugurazioni” di carattere preelettorale.

Già l’11 ottobre 2017, guarda caso sei mesi prima delle elezioni comunali, alla presenza del Principe Alberto di Monaco, si procedeva alla prima inaugurazione e riapertura del castello, e si annunciava anche l’imminente apertura del Palazzo dei Mercedari, che ancora oggi (dopo quattro anni) si deve considerare chiuso in attesa del progetto di consolidamento da realizzare. Palazzo dei Mercedari, comunque fruibile, dopo il 5 giugno solo nell’ala che ospita il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari.

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