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23 Giugno 2021

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Soddisfazione di Dipasquale e Aiello: l’Ars si ricorda del ciclone Athos del marzo 2012

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Mai perdere la speranza! A distanza di quasi dieci anni all’Assemblea Regionale Siciliana si torna a parlare del ciclone Athos che a marzo del 2012 coinvolse quattro province e provocò danni soprattutto nella fascia trasformata vittoriese.

Ieri, durante la discussione della Finanziaria è stato infatti approvato un sub-emendamento presentato dall’on. Nello Dipasquale del Partito Democratico grazie al quale il ciclone Athos è stato inserito tra gli eventi calamitosi per i quali saranno previsti dei ristori. La maggioranza, ha votato l’emendamento che permetterà di individuare delle risorse (almeno 10milioni) destinate al ripristino di immobili e al risarcimento dei danni subiti a causa di eventi calamitosi riconosciuti da declaratoria. “Certo non saranno le risorse che ci aspettavamo, ma almeno sarà rispettato un principio di equità” ha evidenziato Dipasquale.

L’intervento dell’on. Dipasquale non poteva lasciare indifferente l’on. Francesco Aiello che proprio nel 2012 assessore all’Agricoltura nel Governo Lombardo fu protagonista di un travagliato intervento sulla vicenda. In quella occasione infatti i danni furono considerati effetto di ordinari venti ciclonici e come tali sottoposti all’obbligo del regime assicurativo, quindi esclusi da ogni intervento della Regione. Per questo venne avviato un percorso diverso per affermare il carattere di FLOOD degli eventi calamitosi, cioé di una singolare combinazione di venti ciclonici piogge torrenziali e trombe d’aria.

Aiello e la Dott.ssa Barresi riuscirono a riportare in Sicilia, la Commissione che, dopo nuovi sopralluoghi, autorizzò  la nuova impostazione che agganciava l’idea della Calamità naturale, con due sottoclassificazioni: la valle del Dirillo dove si era verificata, per accertata responsabilità della Ditta che gestiva la Diga, la tracimazione delle acque, in maniera violenta e distruttiva, e tutto il resto del Territorio. La Regione instaurò un contenzioso con lo Stato per il recupero di 250 milioni di euro, che sarebbero dovuti rientrare in Sicilia per fare fronte alla liquidazione di pratiche arretrate di eventi calamitosi pregressi.

Vennero assegnati 100 milioni di Euro alla Sicilia per venire incontro rapidamente alle aziende danneggiate, ma subentrò il nuovo governo Crocetta e, nonostante i tentativi di Dario Cartabellotta, i soldi confluirono nel calderone del bilancio e fu la fine del Ciclone Athos. Adesso, quando tutto sembrava essere definitivamente perduto, la buona notizia. Aiello ha dichiarato: “Sono soddisfatto non tanto per i soldi, quanto perché il muro del non licet è caduto”.

Cinzia Vernuccio

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aiello, aziende, finanziaria

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