Riprendono le trivellazioni? Si! Anzi No! Forse Ni!

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La Sicilia nelle mani delle multinazionali petrolifere? La Sicilia nuova Africa, da depredare ? Eni, Northern Petroleum, Audax Energi, Edison potrebbero ricominciare a trivellare la  terra e il mare tra Agrigento, Lampedusa, Pantelleria, largo Marina di Ragusa,  Marsala e Favignana nell’anno 2021.

Finirebbero  così i buoni auspici per il nuovo anno, a causa del mancato rinvio delle trivellazioni, che il governo ha disinserito nel decreto Milleproroghe. Il decreto-legge del Consiglio dei ministri, nato per risolvere questioni urgenti, per ironia della sorte, non riesce a fermare i passi che accellerano lo scempio dell’ambiente marino e del territorio siciliano. Eppure l’Europa ha previsto per l’Italia miliardi da destinare ad azioni per il
miglioramento climatico, più  molteplici vantaggi economici, per bonificare e smantellare relitti di piattaforme improduttive sparse in mare. 40 milioni di euro ogni anno arrivano al settore dell’estrazione gas e petrolio, mentre un terremoto e mancate bonifiche, getterebbero nel caos turismo e pesca: settori già fortemente abbattuti,  in un territorio  in cui le trivellazioni,  non sono raccomandabili in zone altamente sismiche. Incomprensibile la scelta del governo, che  non  tiene conto dei dati tra inquinamento e coronavirus, e ancora prima,  tra inquinamento e abbassamento delle difese immunitarie. Iniziare a trivellare è mettere in discussione gli accordi Europa Italia,  per diminuire gradualmente l’utilizzo di idrocarburi e la relativa protezione dell’ambiente e degli abitanti.


Sull’urgenza della questione  e la cancellazione della proroga calma gli animi la deputata cinquestelle Stefania Campo: –  Non c’è alcun rischio
immediato di un ritorno alle trivellazioni. Grazie ad un emendamento al DL milleproroghe dell’anno scorso, il termine per l’adozione del PiTESAI è poi stato prorogato a febbraio 2021. La moratoria (cioè la scadenza della efficacia della legge) per le nuove istanze di ricerca sia in mare che in terra pertanto durerà (almeno e in caso di mancate altre proroghe) fino a Luglio 2021. Ben più odiosa invece la diversa questione sull’ orientamento secondo
cui  la norma sul PiTESAI e sulla sospensione delle istanze e dei permessi di ricerca di gas e petrolio su terra ferma non si applicherebbe in Sicilia, poiché, secondo quanto affermato dagli Uffici del Ministero e della Regione, in Sicilia continuerebbe ad applicarsi le legge regionale n.14/2000. Un orientamento che trova anche conferma in una recente pronuncia del Tar Catania. Su questo aspetto, stiamo piuttosto intervenendo con urgenza, al fine di estendere la sospensione dei permessi di ricerca in attesa dell’adozione del PITESAI ( piano per la transazione energetica sostenibile alle aree idonee) ,  anche alle Regioni a statuto speciale, fugando così ogni possibile ambiguità in materia di attribuzioni di competenze.


Arianna Salemi

claudio fava, Stefania Campo

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